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Come Funziona un’Agenzia di Comunicazione

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14 novembre 2013

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In che modo si deve intendere l’agenzia di comunicazione nell’era digitale? Quali sono le figure strategiche da impiegare? Cosa vuol dire produrre valore per le aziende nel 2013?

Se è vero che dopo il 2010 le agenzie di comunicazione sono spuntate rapidamente dappertutto, con la stessa velocità ci si è accorti che il modello di business per molte di queste, non consente di creare valore come in passato. Analizziamo la cosa.

 

Cosa fa un’agenzia di comunicazione di tipo tradizionale?

Sviluppa piani di comunicazione, nei casi più evoluti usando strategie di marketing per orientarne i contenuti, in quelli più old fashioned style, affidandosi alle idee dell’art director. Da quando c’è internet sviluppano siti web, considerandoli poco più che un elemento dell’immagine coordinata. Il problema qui è che le campagne di comunicazione sono sviluppate nella migliore delle ipotesi da un graphic designer pieno di gusto e tecnica, ma spesso ignorante delle abitudini dei pubblici di riferimento per i brand su cui lavora.

Se ti sei chiesto il motivo per cui le campagne curate da queste agenzie a volte funzionano e a volte no, considera come si deve sentire un imprenditore in tempi di crisi sapendo di rivolgersi a professionisti della comunicazione “costosi” che a volte ci azzeccano e a volte no.

 

Meglio rivolgersi a uno o più freelance, che sbagliano uguale, però costano meno, e così via fino al celeberrimo nipote della vicina del piano di sopra che nel 2013 ha imparato a fare i siti in flash. Tutti a casa a fare i freelance, alè. J

 

Di cosa dovrebbe tener conto un’agenzia di comunicazione a 360°

Dovrebbe spostare parte dell’attenzione dallo sviluppo grafico e dal web design in chiave adv alle competenze strategiche e operative in ottica web marketing.

Gran parte del business nella comunicazione si è spostato sui motori di ricerca e sull’interazione multicanale, infatti le piccole agenzie di stampo tradizionale (diciamo fino a 10 dipendenti) anche storiche, che non hanno visto subito questo spostamento, cominciano a sentirne l’esigenza. Si pensi alle agenzie che oggi internalizzano la risorsa grafica ed esternalizzano il marketing digitale verso consulenti freelance. Tutte le figure sono importanti, però è chiaro che si sta sottovalutando un aspetto importante: se il grafico non ha l’imbeccata giusta sulle tendenze di ricerca o sui trend topic, si ritroverà sempre a fare proposte sulla base della sua esperienza e sensibilità personale. Con tutto il rispetto, credo sia un po’ pochino, a meno che non parliamo di Bansky che però è un artista, mentre chi fa comunicazione è a metà strada tra un artista e un artigiano.

 

Come si potrebbe strutturare un’agenzia di comunicazione a 360°

Un’agenzia “moderna” deve un po’ ribaltare i canoni delle agenzie tradizionali.

Dev’essere leggera, nel board ci devono essere: SEO specialist – copy/social media manager – web developer – strategist/account – graphic (e/o web) designer.

 

Le attività vanno sicuramente pianificate in riunioni strategiche, ma non si portano avanti perché “così si è deciso facendo brainstorming”, bensì a ragion veduta di un andamento osservabile nel tempo solo da chi lavora sui motori di ricerca, sui social network o più nello specifico su chi lavora con i big data attraverso i software di ascolto della rete…

L’etichetta ci suggerisce che non è opportuno dire la propria prima di aver ascoltato gli altri. In questa frase il senso dell’agenzia di comunicazione, secondo GAFF.

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